Le Siciliane Casablanca n. 57

SOMMARIO 3 – Editoriale: Una iniziativa femminista 5 – Dentro le femministe fuori i razzisti Graziella Proto 8 – Eliana la Partigiana Graziella Proto 13 – Brunella Lottero Almateatro e lotta sociale 17 – Antisessismo una lotta scomoda Officina Rebelde 19 – Daniela Dioguardi Trattativa pressoché inevitabile? 22 – Antonio Mazzeo Comuni Ambizioni di guerra 26 – Natya Migliori Paura nella notte … e poi? 30 – Natya Migliori Impotenti Aspettiamo! 31 – I Clandestini eravamo noi Maria Grazia Rando 44 – Gigi Malabarba Giustizia non è fatta 36 – Angeli custodi in pericolo Daniela Giuffrida 38 – Reportage dal Vietnam Laura Cima

EDITORIALE

UNA INIZIATIVA FEMMINISTA 

LA DISPERSIONE È DISPERATAMENTE INACCETTABILE

Recentemente ho fatto uno straordinario sogno: un gruppo di femministe diverse fra loro studiavano il modo di rispolverare un progetto politico che da anni, per contingenze varie, era stato messo da parte: fondare un partito politico prevalentemente di donne, aperto anche agli uomini, come in tanti altri paesi del mondo.

Insomma ho intravisto un gruppo di donne impegnate, con tanta voglia di fare, rimettersi in cammino verso un obiettivo sognato, ambìto, bramato.

Le streghe tornano?

Bene, mi metto in cammino anche io – mi sono detta.

Le donne diverse da me sono la mia ricchezza. Non cerco di controllarle. Non tento di plagiarle, inculcare loro idee di cui ancora non sono convinte, non hanno contezza, ci vogliono riflettere ancora. Dall’alto pulpito del mio convincimento non voglio imporre nulla alle altre.

Alle “altre” vanno aperte le porte per una casa comune, spianate le strade per un percorso insieme. Su questo non ho dubbi.

La casalinga è diversa da me?  Proprio per questo la voglio raggiungere.

La cattolica non bigotta? La voglio contattare.

La giovane studentessa che nulla sa di femminismo? La devo coinvolgere.

La mia compagna di pilates, colta e istruita che non vuol sentire parlare di femministe? La devo appassionare.

Le giovani che non sanno cosa sia il movimento femminista e che sono convinte che tutto ciò che hanno sia dovuto? Le devo incuriosire e informare.

Un obiettivo comune ha bisogno di fatica. Di qualche sacrificio. Ne siamo consapevoli. Non abbiamo paura di ciò.

Tante donne aspettano di liberare i propri sogni, la propria fantasia, le proprie aspirazioni e ambizioni per una società migliore e un mondo diverso. Pronte a battersi.

Sicuramente, “tante donne aspettano un segnale. Sono pronte ad accogliere una presa di parola organizzata”, ha scritto qualcuno. 

E allora lavoriamoci, impegniamoci. Organizziamoci.

Facciamo vedere che è possibile. Perché è possibile.

Facciamo vedere che siamo capaci. Perché siamo capaci.

Ecco, le donne che ho incontrato nel mio sogno sono nuovamente in cammino, forse non si sono fermate mai, e tante altre giovani e meno giovani camminavano già per tentare di cambiare un pochino questo mondo che non accetta il diverso, il povero, l’umile. Che si avvita sempre sugli stessi interessi. Chiude le porte e i porti. È violento in tutte le accezioni.

Si tratta adesso di confluire in massa nello stesso sogno. Piano piano, con fatica, pazienza… qualche ferita. Il momento sociale, politico, economico lo pretende. Ne necessita.

In una situazione sociale ed economica quale quella attuale, nella quale la forbice fra ricchi e poveri si è ingigantita, con un assurdo impoverimento di valori e soprattutto di diritti. LA DISPERSIONE È DISPERATAMENTE INACCETTABILE.

È vero, tante di noi non riescono a staccarsi dalle proprie radici, altre sono alla ricerca di radici perdute, altre coltivano piccoli orti, altre ancora si sono fatte risucchiare e buttano veleno sul passato… ce n’è per tutti… MA LA DISPERSIONE È DISPERATMENTE INACCETTABILE.

In marcia compagne, giovani ragazze.  Insieme giovani e meno giovani.

Allonsanfàn, il futuro ci attende.