Graziella Proto premiata al Premio Parmaliana insiemeaMario Ciancarella

venerdì 26 agosto 2016

Motivazione per Graziella Proto

Dare un premio per l'attività giornalistica a Graziella Proto è quasi un atto scontato: lei è Graziella Proto, la giornalista che ha avuto come mentore Pippo Fava, che ha preso sulle sue spalle il peso del giornale I Siciliani, perché sentiva il dovere di portare avanti il giornale per il quale il suo amico e maestro era stato crivellato dal piombo mafioso, pur sapendo che questo avrebbe cambiato del tutto la sua vita anche professionale, la sua carriera di biologa e di ricercatrice oncologica, pur sapendo di dover farsi carico di un fardello di debiti e solitudini assordanti.

Potrei citare una moltitudine di esperienze del suo curriculum come la sua collaborazione con Enzo Biagi, quando si occupò dell’inchiesta sulle rivelazioni fatte dal pentito Calderone sui quattro ragazzini uccisi dal clan dei Santapaola;

o del suo lungo cammino politico, oltre che giornalistico, con Sandro Curzi e Liberazione;

del suo lavoro con Avvenimenti, della creazione di Casablanca prima nella versione a stampa e poi online.

Ma Graziella Proto è una grande giornalista perché è una magnifica persona, una grandissima donna.

Si può essere degli ottimi giornalisti ma per essere una giornalista come lei ci vuole ben altro che la capacità di scrivere un buon articolo o una buona inchiesta.

Ed è per questo che questo premio che quest’anno, per la prima volta, viene organizzato dalla mia Associazione, è un riconoscimento che per noi va oltre i suoi risultati professionali, è un riconoscimento a lei nella sua interezza.

La descrissi una volta con 6 aggettivi: dissi di lei che è una donna magnifica, indomita, mai scontata, partigiana e resistente, irriverente, oggi aggiungerei ironica ed autoironica, e nonostante tutte le vicissitudini che ha attraversato per avere scelto di essere libera e di assumere il vincolo morale di perseguire verità e giustizia, leggera, della leggerezza di cui parla Italo Calvino nelle sue Lezioni americane, quasi a dimostrare che la pesantezza del mondo può essere sconfitta solo dal suo contrario.

Graziella la si percepisce ancor prima di conoscerla, quando la si conosce la sua incontenibile energia arriva come un'onda ancor prima della sua voce, è un'energia fatta di coraggio, coscienza, etica, morale, senso della giustizia, forza interiore. Quando decide di intraprendere una battaglia è implacabile come la lava del Vulcano che l'ha vista crescere, irrefrenabile.

Ma in fondo per decidere a chi assegnare questo Premio Adolfo Parmaliana per la libertà di stampa e di espressione e per motivare la scelta della decisione ci sarebbe bastato semplicemente pensare a chi poteva essere all'altezza delle parole con cui Pippo Fava, in un editoriale del Giornale del Sud, nel 1981 spiegava cosa intendeva per giornalismo:

Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità, impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, sollecita la costante attuazione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, che non è stato capace di combattere.

Ecco: Graziella questa capacità ce l'ha innata.

 

Santina Latella 

Presidente Associazione Antimafie Rita Atria

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